lunedì 10 giugno 2013

Maastricht!

Se c'è una cosa che ho imparato da quando sono qui in Belgio, e che nessuno può smentire, è che qui non sono capaci a fare le previsioni del tempo. E con questo non voglio dire che ogni tanto facciano degli errori, è proprio una situazione cronica: qui le previsioni del tempo non sono MAI giuste.
E' quasi una legge matematica.

Dimostrazione? Sono due settimane che il meteo annuncia il bel tempo e, ovviamente, non s'è visto il sole. Poi improvvisamente venerdì diventa bello e per tutto il week-end, anzi addirittura fino ad oggi, vengono annunciate temperature sopra i 20° e un sole che spacca le pietre.
Bene, sabato è effettivamente stata una giornata di sole splendida, che abbiamo avuto il piacere di passare ad un barbecue party con dei colleghi di corso di Andrea, mentre ieri ci siamo diretti a Maastricht, per fare la nostra prima gita fuori porta.
Per quanto Maastricht sia effettivamente oltre il confine olandese, anche lì si prevedeva tempo splendido, e dopo un sabato trascorso in maniche corte e occhiali da sole, ci aspettavamo un piacevole bis di bel tempo.

Sta di fatto che ieri mattina alle 7 (il treno partiva alle 9) ci svegliamo con 9° e, per fortuna, decidiamo di organizzarci con maniche lunghe e "maglioni di emergenza", che ovviamente non ci siamo scollati di dosso per tutta la giornata.
Il cambio treno a Liegi è stato alquanto preoccupante: vento gelido, nuvoloni e pioggia, tanto da farci rimpiangere di non esserci portati i cappotti, invece dell'ottimistico giacchetto di pelle. Per fortuna arrivati a Maastricht la situazione è migliorata (nel senso che ha smesso di piovere e che in un'oretta è andato via il vento) e, nonostante anche lì fosse previsto sole e caldo, le nuvole ci hanno garbatamente fatto compagnia per tutto il giorno.
Fortunatamente, grazie alla nostra gentilissima guida Sara, un'amica di Andrea che vive in loco da un paio di anni e che si è presa la briga di portarci in giro, abbiamo potuto visitare Maastricht  infischiandocene del grigiore! 

La città è davvero piccina, e credo di poter dire che l'abbiamo girata praticamente tutta, ma molto graziosa, soprattutto il grande parco che si apre sotto i resti delle mura romane, e che ospita tante simpatiche bestiole (capre e altri animaletti da fattoria, più qualche cerbiatto) che si godono il verde e il pane offertogli dai visitatori.
A pranzo abbiamo avuto finalmente modo di assaggiare qualche piatto tipico (dopo i waffles e le frites di Bruxelles, che lasciano un po' a desiderare), gustando i tradizionali piatti di carne, che ricordano una versione più aromatizzata del nostro spezzatino: lo Zoervleis (manzo marinato) e lo Huidvleis (pasticcio di maiale).
Punto forte della città sono le innumerevoli chiese medievali, il cui numero è talmente elevato che alcune di esse (ovviamente senza utilizzo) sono state destinate ad altro uso: una è diventata uno spettacolare albergo di lusso, un'altra una libreria e pare ce ne siano altre ancora. Abbiamo avuto modo di visitare queste due e devo dire che sono davvero affascinati: l'architettura interna è rimasta assolutamente invariata, i muri, le decorazioni, i dipinti e le vetrate sono accompagnate da poltrone e mobili di design e l'impatto visivo è davvero spettacolare.
[al più presto cercherò di caricare qualche foto!]

Nonostante il meteo abbia fallito miseramente ancora una volta, siamo riusciti a goderci il nostro week-end e la nostra gita, per la quale ringrazio tanto Sara, e vi lascio lasciandovi immaginare quale sia il meraviglioso clima di oggi...

domenica 2 giugno 2013

Atomi giganti e mercatini


Fine settimana all'insegna del turismo e delle curiosità!
Ieri, approfittando del cielo semi-nuvoloso (e non molto nuvoloso con pioggia come quello delle ultime 3 settimane), siamo scappati fuori casa per andare a vedere il mitico Atomium, una statua-edificio di 102 metri rappresentante un atomo di ferro ingrandito 165 miliardi di volte.


Arrivando dalla fermata della metro lo si vede spiccare su tutto il quartiere (che peraltro è quello che ospita anche il Museo dell'Oriente che abbiamo visitato tempo fa), e mano a mano che ci si avvicina non si può rimanere impassibili davanti all'imponente struttura. Le 9 sfere che lo compongono (collegate da svariati corridoi) ospitano una mostra stabile dedicata all'Atomium e alla rivoluzione architettonica dell'inizio del secolo, nonché un'altra esposizione momentanea (in allestimento) il cui tema varia periodicamente.


Ma la parte più interessante è sicuramente salire in cima (grazie all'ascensore più veloce d'Europa, che vi porta in cima in 21 secondi circa, a 15 km/h) e ammirare tutta Bruxelles dall'alto e, nelle giornate terse, indovinare Bruges e Anversa in lontananza.  Davvero un bel panorama, se non si è troppo turbati dal leggero oscillare della sfera, dovuto alla flessibilità che la struttura deve avere per non rompersi sotto la pressione del vento. Sembra quasi di stare in barca, solo che sotto di voi non c'è l'azzurro abisso, ma 100 metri di vuoto e vento. Il posto perfetto per me che non solo soffro di mal di mare, ma anche di vertigini! Per fortuna sono riuscita a sopravvivere e a godermi comunque il paesaggio!


Oggi invece siamo andati a piazza Jue de Bal a vedere il mercatino delle pulci!
Il cielo azzurrissimo e il sole caldo ci hanno permesso di goderci una bella mezza mattinata in mezzo a banchetti pieni di chincaglierie di ogni tipo: dai gioielli, ai vecchi libri, ai lampadari, passando per vestiti usati e macchine fotografiche! E ovviamente non potevamo che gettarci su quest'ultime per cercare un buon affare, che alla fine abbiamo trovato! Abbiamo acquistato un obbiettivo di seconda mano Canon 75-300, in ottime condizioni, per una cifra davvero bassa! E abbiamo passato vari minuti ad ammirare le vecchie videocamere, lenti e polaroid.
Il mercatino in generale è davvero carino da vedere e quando, come è capitato a noi, intorno ci sono anche varie band di simpatici signori che suonano musichette anni '50, l'atmosfera si fa ancora più vintage e piacevole!


venerdì 24 maggio 2013

Primavera Invernale

Più passano i giorni e più il clima si fa freddo e grigio.
Sembra che qui le stagioni funzionino al contrario: siamo arrivati in Aprile e abbiamo trovato l'estate e ora che Giugno è alle porte siamo in autunno inoltrato, col timore delle prime nevi.
La settimana scorsa si limitava al freddino e a qualche pioggerella, in questi giorni uscire senza i guanti non è indicato se si vogliono riportare a casa le mani intere.

Due giorni fa ci siamo svegliati nel bel mezzo della notte per il bagliore fortissimo di un fulmine, probabilmente caduto a poca distanza da qui, per rimanere poi agghiacciati dal roboante rumore che ha seguito la luce. Essendomi svegliata di soprassalto per la luce e non avendo sentito la pioggia cadere a causa dell'eco del tuono, per i primi 10 secondi ho effettivamente pensato che si fosse trattato di un'esplosione di qualche tipo. Poi "fortunatamente" la pioggia è tornata a farsi sentire e ho realizzato quale era stata la reale causa del botto. I fulmini hanno continuato a cadere ed esplodere intorno a noi per un quarto d'ora circa, lasciando immaginare un panorama alquanto inquietante fuori dalle finestre, nonché procurandoci un certo timore di perdite d'acqua in casa, vista l'età dell'edificio in cui abitiamo.
Per fortuna questa nostra preoccupazione è rimasta una fantasia e quando tutto d'un tratto il temporale ha cessato di bombardarci, abbiamo potuto riprendere il nostro sonno.

Rimanendo in tema di nuvole e stravaganze varie, ieri siamo andati a vedere il famigerato Museo di Magritte, che dista una quindicina di minuti a piedi da casa nostra, approfittando della pausa di semi-bel tempo nel primo pomeriggio. 
C'è da dire che quando visiti un museo interessante, ben organizzato e stimolate come quello e per di più paghi soltanto 2€ di ingresso, il piacere della visita è quantomeno duplicato. E non c'è bisogno di fare un complicato inghippo per avere lo sconto, né di mostrare una qualsivoglia tessere studentesca o simili. Se hai meno di 26 anni paghi 2€ (invece di 4€, che comunque è un prezzo strepitoso).
Qui i musei funzionano così: la maggior parte è gratis, o costa meno di 5€. E il primo mercoledì del mese, tutti i musei comunali sono gratis. L'unica pecca è l'orario: chiudono tutti alle 5 di pomeriggio.
Ieri, volevamo prendere due piccioni con una fava e visitare anche il MIM, il Museo degli Strumenti Musicali, che si trova proprio davanti al Museo di Magritte. Sul sito ufficiale e su uno dei siti ai quali facciamo riferimento per le visite culturali, era scritto che il giovedì il museo rimaneva aperto fino alle 9 di sera, ma arrivati dinnanzi all'entrata alle 5 e 15, abbiamo scoperto che non era vero e che di questo orario non c'era traccia nemmeno nei cartelli informativi fuori dal museo.
Peccato, sarebbe stato carino farsi il doppio giro al museo. Sarà per la prossima volta!

mercoledì 15 maggio 2013

Belgi: istruzioni per l'uso

Prima di tutto, chiedo scusa a tutti coloro che leggono questo blog per la lunga attesa. Purtroppo le ultime due settimane sono state molto piene e non ho avuto tempo di scrivere, sebbene di cose da raccontare ce ne siano state abbastanza.

Non starò qui a farvi l'elenco di quello che vi siete pesi, diciamo solo che abbiamo avuto modo di goderci le ultime giornate di sole gironzolando per la città, prima che ripiombasse su di noi un clima semi-invernale, che a questo punto suppongo sia il classico clima bruxellese.
Abbiamo visto qualche altro bel pub tipico, assaggiato il famoso assenzio del Floris (uno dei più famosi locali di Bruxelles), visto un angolo di Giappone e Cina visitando il Museo dell'Estremo Oriente, e abbiamo conosciuto angoli nascosti e piacevoli della città che ancora non avevamo scoperto. 
Dal punto di vista culinario, abbiamo finalmente potuto assaggiare dei bei waffle seriamente ricoperti di panna, frutta e cioccolato (con non poche difficoltà nel finirli), dopo aver provato la piacevole esperienza di un pranzo presso A La Morte Subite, una delle brasserie più famose della città, nonché pluri-raccomandata dalla guida Lonely Planet e dai miei cari suggeritori Vincenzo e Fulvio! (per questo delizioso pranzo e per i waffle, si ringraziano di cuore i miei zii Sylvie e Rodolfo ed il loro gentilissimi amici Letizia e Barbaro che si sono fatti carico della nostra golosità, accompagnando il tutto con una piacevole chiacchierata!)

Bene, direi che il riassunto è più che sufficiente. 
Vorrei invece portare alla vostra attenzione alcune conclusioni riguardanti i belgi e il loro stile di vita alle quali sono giunta  in questo primo mese a Bruxelles.
Ecco un approssimativo elenco delle principali deduzioni (in ordine sparso):

•I belgi sanno il fatto loro quando si tratta di panini. Per dirla tutta in realtà, sembrano nutrirsi quasi-esclusivamente di essi: a pranzo, cena, merenda, colazione e via dicendo. Facendo un giro per le strade di Bruxelles vedrete gente che mangia panini di ogni forma e dimensione a tutte le ore del giorno. Panini fatti in casa, panini da fast-food, panini di baguette e di pane integrale... non c'è limite alla varietà. Più comuni sono quelli che trasudano salse o talmente pieni di patatine fritte (sì, pieni di patatine fritte) da non essere facilmente addentabili.

•I belgi guadagnano molto bene. Conclusione facilmente raggiungibile (e confermata da abitanti della città) dopo un paio di spese al supermercato. Tutto, e in particolare il cibo, costa parecchio e le quantità non sono spesso in buona proporzione al denaro speso. Prima fra tutte la carne, venduta in pochissimi tagli (hamburger, salsicce, spiedini da barbecue e bistecche, quasi nient'altro) e vertiginosamente cara, se non ci si vuole ridurre a comprarla nei discount, rischiando l'ospedalizzazione.

I belgi sono musicisti nati. Ma non di quelli scontati, main-stream e hipster che vanno tanto di moda ora, i belgi esprimono il loro più intimo ed artistico estro musicale suonando il clacson. Sempre, comunque e con ritmi talvolta sorprendenti. Il suonatore di clacson belga si distingue dal rumoroso tifoso romanista (o di qualsiasi altra squadra di calcio italiana) per una sottile differenza: se la prende solo con le altre macchine. Per i pedoni si fermano all'istante. Anche se potete vedere perfettamente la moglie del guidatore in procinto di partorire sul sedile posteriore, lui si fermerà e vi lascerà passare con un sorriso e un simpatico gesto della mano. Ma se per caso l'auto davanti a lui si dovesse trovare a rallentare per un qualsivoglia motivo (che non sia lasciar passare un pedone), l'apocalisse cadrà su di lui senza pietà.
--Sotto sezione: il talento più spiccato per la musica lo hanno i conducenti delle auto della polizia. Non so se sia una cosa che insegnano agli aspiranti poliziotti o una vocazione improvvisa che giunge loro non appena toccano il volante della volante (non potevo resistere), sta di fatto che il risultato è fenomenale. Ma anche qui la sirena non viene accesa senza criterio, in un'assordante eco incontrollata, bensì solo e soltanto in queste situazioni: 15 metri prima dei semafori, per far levare le altre auto di mezzo e avvertire che si sta per passare con il rosso, 15 metri prima di una curva, per avvertire chi arriva di non sconfinare nella corsia opposta, o ancora 15 metri prima di una curva su una strada a senso unico, che ovviamente la volante sta imboccando in senso vietato, avvisando ancora di più chi arriva dall'altra parte di farsi un po' più in là. Talvolta la sirena viene accesa in un semplice rettilineo, senza un motivo apparente, mentre l'auto della polizia sfreccia indisturbata,  quasi a rassicurare gli abitanti che c'è qualcuno che veglia su di loro. In ogni caso però, non rimarrà mai accesa per più di 3 secondi. MAI. Casomai la si riaccende 50 metri dopo, ma mai più di 3 secondi, potrebbe rovinarne l'armonia.

I belgi non conoscono il significato della parola "aperitivo" (ma amano farne grande uso). O per lo meno la usano in maniera alquanto eccentrica. Da bravi italiani, tutti voi al sentire questa parola sarete portati ad immaginare un piccolo calice di una bevanda colorata, di variabile gradazione alcolica, accompagnata da qualche stuzzichino (definizione che di solito ingloba tutto dalla tazzina di arachidi al buffet a volontà). Come suggerisce il dizionario Treccani, l'aperitivo è di solito un "qualcosa", spesso identificabile con una bevanda, che mette in moto il processo di digestione, o talvolta lo conclude facilitandolo. In Belgio, e in particolare a Bruxelles, se vi sentirete mai rivolgere le parole "Andiamo a prenderci un'aperitivo?", vi si sta effettivamente invitando a questo: recarsi intorno alle 4 di pomeriggio (o alle 6 se il vostro anfitrione è un tipo chic) al primo pub / locale / ristorante nelle vicinanze (o al più lontano, preferibilmente in centro, se il vostro anfitrione è sempre un tipo chic), per ordinare birra (o più esattamente fiumi di birra) da consumare all'incirca fino alle 10 di sera, rigorosamente a stomaco vuoto e senza la possibilità di accompagnarla con alcun tipo di cibo che non sia qualche cetriolino sottolio o una bruschetta (no, non le nostre bruschette al pomodoro, un semplice dischetto di massimo 2 cm di diametro con del burro o paté sopra). Se siete molto fortunati potrete avere il piacere di fare tutto ciò seduti, altrimenti dovrete godere le vostre birre in piedi, probabilmente circondati da una massa informe di altre decine, se non centinaia, di persone. Ovviamente la funzione di "apertura" del pranzo è del tutto ignorata, in quanto nel 90% dei casi la consumazione alcolica non sarà seguita da alcuna cena, a meno che non vogliate deliziare il vostro già provato fegato, con una bella porzione di patatine doppiamente fritte o con un kebab (il tutto intorno alle 11 - 12 di sera).

Direi che come prima infornata è sufficiente, sennò questo post finirà per diventare più lungo di tutto il resto del blog. Ma non temete, ce ne saranno altri!
Prossimamente: i belgi e l'inglese.
Ci tengo a specificare che tutte queste mie definizioni sono assolutamente ironiche e che il popolo belga, per quanto particolare possa apparire talvolta, è ospitale e cordiale, e la mia esperienza di vita qui è decisamente positiva! Insomma... tutto in simpatia! ;)

lunedì 29 aprile 2013

Nuova Settimanella

Quest'ultima settimana è trascorsa bene, anche se il clima si è rivelato un po' meno piacevole (leggermente più nuvoloso e ventoso, ma niente di che in fondo). Non ho avuto molto tempo per scrivere, ma in realtà non ci sono grandi novità, dato che, causa tempo e impegni, non siamo andati molto in giro.
Però ci siamo iscritti in palestra!
O meglio, oggi andiamo ad iscriverci, nei giorni scorsi abbiamo fatto "la prova".
Avevamo sentito parlare della palestra da un compagno di corso di Andrea e, avendo scoperto che costava solo 20€ al mese, abbiamo deciso di dare un'occhiata. In effetti il posto è vicinissimo a casa e molto ben attrezzato; lo staff parla bene inglese e la gente che frequenta il luogo sembra tranquilla (anche i giganteschi scimmioni così gonfi di muscoli da far sembrare le loro striminzite canottierine sempre sul punto di esplodere).
Perciò abbiamo preso la sana decisione di andare in palestra due, se non tre, volte a settimana! Per pareggiare un po' i conti con i waffles e le frites, e per tenerci in forma. 
Io sto cercando di fare un allenamento focalizzato al tonificare e rafforzare gambe e braccia, per mantenere (e magari migliorare) le prestazioni dei muscoli che uso a scherma. Niente di troppo pesante per il momento: 15 minuti di cross trainer, per alzare il battito e cominciare a sciogliere i muscoli (e il  grasso), poi tra i 30 e i 40 minuti di macchine varie (abduttori, adduttori, glutei, un po' di braccia, schiena...), poi circa 15 minuti di esercizi liberi di scherma (affondi, affondi indietro, passate e compagnia bella per non perdere troppo la tecnica), addominali e 15 minuti di cyclette orizzontale per rilassare i muscoli e fare fuori qualche altra caloria.
Il tutto in compagnia di Andrea, che fa degli esercizi leggermente diversi dai miei, ovviamente. Mp3 (io iPhone) e cuffie sempre appresso. Tutte le macchine della sezione cardio hanno addirittura innestato il caricabatterie per iPhone, nel caso volessi ascoltare la musica, ma la batteria te lo impedisse, nonché lo schermo touchscreen che ti permette non solo di controllare quante calorie stai bruciando, a che velocità vai o altri dati tecnici, ma anche di vedere la tv e ascoltare la radio (attaccando le cuffie ovvio). Prende anche RAI 1!


Tornando alla nostra vita mondana a Bruxelles, l'altro giorno siamo andati in Piazza Flagey per festeggiare il compleanno di una compagna di corso di Andrea. Eravamo al Café Belga un bel localino in questa piazza super conosciuta e molto "ggggiovane", che sembrava quasi la versione più fighetta della piazza di San Lorenzo a Roma. Gente con birre in mano ovunque, la maggior parte della quala non era seduta ai pub, bensì per terra in piazza (che è pedonale ovviamente, anche se dopo aver visto l'invasione di Place Lux per l'aperitivo del giovedì non mi stupirei più di molto).
La serata è stata piacevole e la birra che abbiamo bevuto ottima!


Ieri invece ci siamo dati al cinema e siamo andati a vedere Iron Man 3 all'UGC che abbiamo dietro casa. Bel cinema, prezzi altini come da noi, ma almeno qui hai delle fighissime biglietterie automatiche che ti permettono di evitare eoni di fila, nonché lo sconto studenti, che comprende anche gli studenti stranieri. 
Oltre all'UGC abbiamo la fortuna di non essere troppo distanti neanche del celebre Cinématèque, un cinema che proietta principalmente film d'essay, seconde visioni, ma soprattutto film muti ed in bianco e nero, per la felicità di Andrea, che ne è un grande appassionato. Sicuramente andremo a vederci qualcosa prossimamente, almeno per provare l'emozione di essere in sala a vedere un film muto, con il pianista che suona la colonna sonora dal vivo, proprio accanto a te!

domenica 21 aprile 2013

Comic Walls e Dinosauri

Finalmente ieri siamo riusciti a farci un bel giro per le strade del centro!
Siamo andati a caccia dei bellissimi Comic Walls, ovvero i muri dipinti a tema fumettistico. A quanto pare l'iniziativa di raffigurare i protagonisti delle bandes dessinées è partita alcuni anni fa, in seguito ad un festival dei fumetti, per abbellire la città e far fronte al problema dei graffiti "vandalici". 
Il risultato è davvero ottimo: girare l'angolo e trovarsi intere pareti completamente dipinte con i beniamini del fumetto europeo (principalmente francese e belga) è davvero una bella sorpresa.


C'è da dire che il centro di Bruxelles è davvero un'altra cosa rispetto al resto della città: tenuto molto meglio, più pulito, più ordinato e meno rumoroso; è senza dubbio il suo lato migliore. 
Quando leggete una guida sulla capitale belga, la prima cosa che troverete scritta (e ripetuto centinaia di volte) é: "Bruxelles ha un'architettura atipica, le prospettive e gli stili cambiano continuamente e senza la minima coerenza". E in effetti, dopo aver girato la città per una giornata intera, ti rendi conto di quanto ciò sia assolutamente vero! Basta voltare l'angolo per ritrovarsi in un quartiere radicalmente differente da quello che si stava attraversando poco prima, o ancora più semplicemente, basta alzare lo sguardo ogni tanto e vedere il bizzarro susseguirsi delle facciate degli edifici per rendersi conto di quanto il piano architettonico di Bruxelles sia assolutamente stravagante.
Anche qui però ci sono davvero un sacco di cantieri in corso, che talvolta inondano le strade di polvere e calcinacci.


Per rifocillarci ci siamo fermati in uno dei chioschi di Waffles più famosi della città, in una delle grandi strade dello shopping del centro, dove abbiamo potuto assaporare le famose cialde al cioccolato. Solo che stavolta il cioccolato non era sciolto sopra la cialda, pronto a colarti sulle mani e sui vestiti, ma inserito in piccole barrette all'interno del waffle stesso, in modo da permetterti di gustarlo, senza incorrere in spiacevoli e sbrodolosi imprevisti. Davvero ottimi!
Appena possibile però dovremo provare anche quelli con panna e fragola (o frutta in generale) che si vedono ornare le strade del centro città, soprattutto nella parte turistica intorno alla Grande Place.



Abbiamo anche avuto modo di visitare per bene quest'ultima (compreso il famosissimo e minuscolo Manneken Pis), vista solo di sfuggita finora, e apprezzarla a pieno. E anche qui il panorama è davvero meraviglioso. I palazzi delle corporazioni che circondano le piazza sono davvero unici, e in effetti capisco perché molti la definiscono una delle più belle del mondo. Sicuramente sa il fatto suo. Le stradine nei dintorni sono piene di negozi di souvenir, come tutte le grandi capitali, ma il fatto che alle magliette "I love Bruxelles" si alternino grandi scaffali di birre e cesti di cioccolatini di ogni tipo è una bella novità!


Oggi invece ci siamo dedicati al Museo di Scienze Naturali, che fortunatamente è proprio dietro l'angolo. Avevamo letto delle ottime recensioni e in effetti il museo non delude affatto! Non solo il materiale esposto è davvero strabiliante: t-rex, iguanodonti e svariati scheletri di dinosauri e balene di ogni tipo; ma le luci e l'allestimento in generale sono gestiti davvero in maniera eccellente! Il museo è bello, pieno di reperti, riproduzioni e molte altre cose! Se riuscite a evitare, o a sopportare, gli sciami eccitati di bambini che corrono e urlano in ogni angolo del museo, ve lo godrete di sicuro.
Oltre all'aera dedicata ai dinosauri e a quella dei cetacei, simpatico è anche il vivarium, dove troverete vari tipi di insetti e aracnidi (se siete facilmente impressionabili ve lo sconsiglio).



Nei prossimi giorni cercherò di farmi un piano per le visite ai musei dei prossimi tempi, dato che qui non solo i musei sono tanti ed interessanti, ma costano pochissimo o sono addirittura gratis (e se non lo sono di norma, lo sono in alcuni giorni del mese in particolare).
Per ora le prossime tappe sono il Museo della Scherma, l'orto botanico e il Museo dell'Oriente (i primi due gratis e il secondo gratis il 1° Maggio)!


venerdì 19 aprile 2013

Quiches, colloqui e topi giganti

Gli ultimi giorni sono stati alquanto pieni ed emozionanti, sotto vari punti di vista e non sempre positivamente.
Ma andiamo con ordine!

Tre giorni fa abbiamo avuto la possibilità di assaggiare un'altra delle delizie del luogo, ma stavolta era qualcosa di un po' meno fast-food style fortunatamente. Si trattava per la precisione di due mini quiches: delle piccole tortine salate, tipiche della cucina francese, che qui si possono acquistare praticamente ovunque.
Conviti dal prezzo basso e dall'aspetto invitante le abbiamo acquistate e portate a casa, per poi renderci conto che per cucinarle avremmo dovuto affrontare il nostro forno.
Ora, dovete sapere che il forno del nostro piccolo appartamento non è esattamente l'ultimo ritrovato della tecnologia, anzi. Non solo è uno di quei vecchi macinini a gas, che già di per sè inquietano, ma era anche l'unica parte della casa che non ci eravamo messi a pulire (per non dire sgrassare con l'acido) al nostro arrivo.
Inizialmente riluttanti, abbiamo poi deciso di fronteggiare il minaccioso forno e dopo avergli dato una  bella pulita, abbiamo infornato le tortine. E devo dire che abbiamo fatto bene!
Il forno non è esploso e le quiches si sono cotte alla perfezione!
Ottima cena!

Passiamo ora alla seconda avventura, stavolta riguardante soltanto me.
Due giorni fa sono stata contattata da un'agenzia di Bruxelles che si occupa di trovare impiegati con CV multilingue per altre aziende del luogo. Un paio di mail sono bastate per sapere che il loro ufficio era a 1,7km a piedi da casa mia e nel giro di 40 minuti ero già vestita e profumata, direzione colloquio.
Il primo incontro in realtà è stato alquanto tranquillo e poco impegnativo, quattro chiacchiere in inglese con una delle cape dell'azienda, per poi fissare un secondo appuntamento per il giorno seguente (ovvero ieri) durante il quale vagliare con più attenzione i miei interessi e le mie capacità.
E da lì è iniziata la corsa allo shopping.
Essendo partita con una valigia piena di vestiti pesanti (che in realtà non ho mai usato visto che il clima è ottimo) non potevo portarmi appresso una grade quantità di "indumenti da lavoro", intesi come camice, pantaloni eleganti et similia. Per fortuna uno paio di pantaloni buoni li avevo, ma le due camice che mi ero portata erano entrambe da lavare.
Consiglio spassionato: non illudetevi mai di poter compare una qualsivoglia cosa su Avenue Louise a meno che non siate pronti a dargli un rene (se non due) in cambio.
Fortuna che il sacro H&M è sempre dietro l'angolo per salvarci la vita.
Risolto il problema camicia, ieri sono andata per il secondo colloquio, durato in totale circa 2 ore e mezza, compreso di 40 minuti di chiacchiere su TUTTE le mie esperienze di studio e lavoro, sulla mia permanenza in Giappone, sulla mia passione per il Go e molto altro, seguite poi da un test di inglese (passato con il 95%) e uno di italiano (100% ovviamente, ma credo dovessero farlo comunque di routine), più Word, Excel e PowerPoint (ringraziamo infinitamente d'aver fatto la Patente Europea del computer, sennò in effetti un paio di cosine mi avrebbero lasciata spiazzata).
In conclusione: andato tutto alla perfezione e il mio CV nei prossimi giorni sarà inviato a tutte le aziende che potrebbero aver bisogno di una figura professionale come la mia, nella speranza che abbiano bisogno di nuovo personale per i prossimi mesi.

E dopo queste due belle storielle, arriva la batosta non affatto simpatica.
Il fattaccio è avvenuto ieri sera, mentre io e Andrea rincasavamo dopo un lungo pomeriggio trascorso in Place Lux per l'evento mondano più popolato della settimana: l'aperitivo del giovedì.
A quanto pare, dato che al Parlamento Europeo il venerdì si lavora solo metà giornata, tutti i collaboratori, assistenti, impiegati, e chi più ne ha più ne metta, che finiscono il loro turno il giovedì pomeriggio (e alcuni lo finiscono prima apposta), si riversano davanti ai vari pub e locali della piazza per festeggiare il -quasi- inizio del week-end.
Lo spettacolo è alquanto spiazzante: centinaia e centinaia di uomini e donne, tutto alquanto eleganti, occupano la piazza ora dopo ora, tanto che spesso la polizia deve intervenire e chiudere la rotonda di Place Lux al traffico, perché le macchine non possono più circolare in quella infinita mandria di incravattati.
Ma tralasciando i festeggiamenti parlamentari e tornando a noi: salutati i colleghi di Andrea ci siamo incamminati verso casa e, non avendo molta voglia di cucinare, ci siamo fermati da Domino's Pizza. Tutto procedeva per il meglio, finché, salite le scale dell'appartamento, non ci siamo trovati davanti alla porta di casa un gigantesco ratto.
E non esagero con il gigantesco. Io sono abituata ai simpatici topolini di campagna che ci sono da me, che anche quando te li trovi in salotto ti fanno quasi un po' di tenerezza, prima che l'unico gatto sveglio che hai li acchiappi e se li porti fuori casa festoso.
Questo era proprio grosso.
Dopo un paio di secondi di perplessità (e un certo schifo), non potendo superare la bestia per ripararci in casa, siamo scesi al pian terreno (sì, il topo si era salito due piani di scale) e abbiamo chiamato il custode, che è uscito in mutande e ci ha rassicurato dicendo che l'indomani avrebbe piazzato veleno in giro per tutto l'edificio.
Sì, ok, bella storia, ma noi ancora non potevamo aggirare il ratto sulle scale. 
Per fortuna a quel punto il custode e un altro signore suo amico che abita al primo piano si sono armati di scopa e hanno seccato l'animale con due colpi ben assestati, per poi portarlo fuori gocciolante sangue.
Non uno bello spettacolo, decisamente. Povera bestia, non è stata una bella fine, ma non c'erano effettivamente molte altre soluzione.
O lui o la nostra pizza fumante che rischiava di raffreddarsi.

Ora la questione che si pone è: quanti altri ce ne saranno? Speriamo nessuno, anche se purtroppo avevamo sentito dire che i topi a Bruxelles sono di casa, soprattutto in edifici vecchiotti come il nostro, ma io speravo di trovarli solo per strada e di dimensioni minori.
Il vantaggio del loro essere giganti è che non passano in nessun modo sotto la porta.

A meno che non abbiano strani poteri speciali.

lunedì 15 aprile 2013

22° C

Oggi abbiamo la prima vera giornata nuvolosa. 

Stavolta non si vede nemmeno una striscia minuscola di cielo, ma ci sono comunque 19 gradi!
E ieri.. eravamo a 22°!

Una giornata iniziata in sordina, con le solite nuvolette bianche che lasciavano intravedere il cielo limpido e un po' di venticello fresco, ma dall'ora di pranzo in poi è uscito il sole. 
E come ci era stato detto, l'intera popolazione di Bruxelles si è riversata nei parchi.
Noi avevamo appuntamento con dei compagni di corso di Andrea presso Parc Léopold, che si trova proprio alle spalle del Parlamento Europeo. Non avendo bisogno di prendere i mezzi data la discreta vicinanza, ci siamo avviati a piedi verso la meta, traversando la parte est di Ixelles, fino ad arrivare alla prestigiosa Place du Luxemburg (per gli amici, Place Lux), sulla quale si affacciano gli edifici dell'Unione Europea.
E' una piazza piccina, circondata da ristoranti e locali eleganti, per lo più italiani, con una bella aiuola verde al centro, disseminata di ragazzi e giovani turisti che prendevano il sole.



Superati gli archi che si affacciano sulla piazza, si entra nella "corte interna", una zona pedonale di forma circolare, dalla quale si inizia a cogliere la grandezza architettonica del Parlamento, rimasta celata fino a poco prima. Quando il cielo si libera dall'ingombro delle costruzioni circostanti, non si può non rimanere a bocca aperta almeno per qualche secondo, ammirando le superfici specchiate dei palazzi della UE.
Svettano verso il cielo fino a fondersi con esso, complice non tanto l'altezza, quanto piuttosto la superficie riflettente degli edifici, che in una giornata limpida come quella di ieri tingeva di azzurro tutta la parte superiore dei palazzi, profilando uno skyline a metà tra il miraggio e l'illusione ottica.
Ma la vera grandezza del Parlamento si può cogliere al meglio proprio da Parc Léopold: l'intera struttura si staglia in cima al parco come una grandiosa astronave pronta al decollo. Davvero uno spettacolo suggestivo, peccato solo per le decine di alberi (spogli) che impediscono di ammirare la struttura nel suo complesso (e di fotografarla).



Se gli alberi che circondano il Parlamento sono un po' deludenti e fastidiosi, quelli che si affacciano sulle rive del laghetto del parco sono invece alquanto piacevoli da guardare. I più classici dei salici allungano i loro morbidi rami nell'acqua, facendo ombra a oche, cigni e paperelle, e agli svariati cestini da picnic dei belgi assetati di sole.

Uomini a torso nudo, ragazze con i pantaloni arrotolati lungo le pallide gambe, canottiere, occhiali da sole e addirittura qualche bikini sono uno spettacolo divertente da osservare, quando girando l'angolo sei abituato a vedere gente in giacca a vento!
Nonostante la grande affluenza, data la vastità del parco trovare un posto per sedersi (eravamo in 10) non è stato complicato, una volta evitati i resti delle pagnotte per i piccioni e le oche, e gli escrementi delle stesse.




Dopo un paio d'ore di chiacchiere internazionali al parco (all'appello c'erano 6 italiani, 1 croato, 1 spagola -catalana- e 2 greche), ci siamo recati in uno dei posti più famosi della città: Maison. Trattasi dell'ennesimo chiosco di frites; ma questo oltre ad essere in una pizza molto graziosa (Place Jourdan) e a vendere ogni sorta di cibo -per lo più fritto- da asporto (hamburger, spiedini, salsiciotti...), vanta una fila di clienti non indifferente. Per ordinare un cono di patatine, di norma si aspetta tra i 15 e i 40 minuti.
E per come la vedo io è un ottima manovra commerciale: l'affamato medio si unisce alla coda per curiosità, poi si convince che magari sulle patatine ci vuole anche una delle decine di salse che qui vanno tanto, per giungere poi al bancone con la bava alla bocca dopo aver visto divorare intorno a lui ogni genere di cibo. E a quel punto sono le 7 di sera. Che fai non ceni?!
Devo dire però che le frites nella Mitraillette di Fritesland erano più sfiziose.



Ha appena iniziato a piovere (sempre una pioggia leggera) e gli impiegati dell'ufficio davanti casa cominciano ad alzarsi per la pausa pranzo.

Credo che tra un po' seguirò il loro esempio!
Vi saluto con una delle foto scattate ieri al parco (per vedere le altre basta cliccare sulla slideshow a destra), sperando che il nostro sangue mediterraneo porti più spesso giornate del genere qui a Bruxelles.


sabato 13 aprile 2013

Primi passi a Bruxelles

Quando ci si avventura in un paese straniero per la prima volta, soprattutto sapendo di doverci stare per una discreta quantità di tempo, difficilmente si è perfettamente certi del proprio futuro.
Ci sono sempre quelle 5 o 6 domande cruciali che non si può fare a meno di porsi nei giorni prima della partenza o nello scendere dall'aereo appena giunti a destinazione.
"Mi troverò bene?", "Come sarà la gente del posto?"o "Come sarà il clima?" o ancora "Ho fatto davvero la scelta giusta?"e via dicendo.
Nella gran parte dei casi, quando a viaggiare e/o a trasferirsi è un'italiano (uso il termine per indicare genericamente una persona proveniente dall'Italia, non nel senso ristretto di 'uomo italiano') si tende a pensare che lo shock culturale dato dalla evidente presenza di civiltà nel paese straniero sarà alquanto profondo. Le strade pulite, la gente cortese, il silenzio, i mezzi pubblici funzionanti, sono tutte cose che ci si aspetta di trovare, ma che comunque sorprendono sempre noi italiani quando ce li troviamo davanti.

Da questo punto di vista Bruxelles ti semplifica alquanto la vita e la trasferta.

Una volta usciti dalla stazione o scesi dal pullman o da qualsiasi altro mezzo vi abbia condotto dall'Italia al fulcro della vita politica ed economica dell'Europa, vi sentirete a casa.
Bruxelles è sporca, piuttosto rumorosa e non esattamente ordinata come ci si potrebbe aspettare dalla città che ospita il Parlamento Europeo. 
Prendete Roma, levategli il sole e i reperti archeologici, sostituite i negozi vendi-tutto cinesi con degli equivalenti arabi, cancellate i migliaia di cartelloni pubblicitari e aggiungete sacchetti dell'immondizia multicolori lungo i marciapiedi e avrete la perfetta raffigurazione di Bruxelles.
L'unica incredibile differenza che potreste notare a primo impatto è che tutti, SUV compresi, si fermeranno per lasciarvi attraversare la strada sulle abbondanti strisce pedonali.
Ma per il resto, non vi sembrerà di esservi allontanati troppo da casa.

Qui sicuramente sanno sfruttare meglio il loro patrimonio culturale, cosa che in Italia rimane ancora un miracolo irraggiungibile.
Un esempio? Il piatto tipico della città sono le "frites", le patatine fritte alla McDonalds (ma non lo dite ai belgi, o rischiereste la fucilazione), che però sono fritte sul momento, con doppia cottura, e servite in simpatici coni da asporto. Le vedrete vendere ovunque, in ogni angolo della città, da banchetti, negozi e furgoncini vaganti. E la maggior parte dei turisti visita Bruxelles con un cono di frites in mano.
E se ci riescono loro con un mucchietto di patatine fritte, cosa dovremmo poter fare noi con una bella pizza fumante? 
Ma questa forse è una questione di gusti.

In questi primi tre giorni non ho potuto fare a meno di notare che questa città è un cantiere continuo. Le stazioni della metro in cui sono stata sono invase dai lavori in corso, i marciapiedi sono divelti e pieni di pozze, le facciate di molte case sono coperte da impalcature, le stesse sponde dei famosi laghetti di Ixelles, quello che dovrebbe essere uno dei quartieri chic della città, sono completamente distrutte, lasciando spazio a mucchi di sabbia e calcinacci. Ora c'è da vedere come procederanno questi cantieri. Finora non ho visto muoversi nemmeno un omino con una pala, ma è ancora presto per capire se il sistema italiano è giunto fino a qui, o se i belgi sono più simili ai veloci e precisi asiatici sotto questo punto di vista. Only time will tell, come dicono gli inglesi.

Il costo della vita non è molto diverso da quello al quale siamo abituati a Roma, e probabilmente a Milano e Venzia, le cose costicchiano, ma se sai dove andare te la cavi con poco.
Sicuro è che girare da soli di notte non è esattamente la cosa migliore del mondo.

Però il clima non è così male. Temevamo il freddo e il gelo, ma in realtà c'è anche un po' di sole, in mezzo alle pioggerelle all'inglese che si intervallano a più riprese durante la giornata. Unico problema il vento, ma quello dovrebbe calare nei prossimi giorni. E domani si prevedono addirittura alte temperature!

Tirando le fila del primo approccio, abbiamo una situazione di semi-stallo tra i pregi e i difetti: città sporca, rumorosa e caotica causa lavori, ma dall'altra parte automobilisti cordiali (sebbene amanti del clacson quanto gli italiani), birra a prezzi stracciati e cibo etnico di ogni tipo.

Ah già, e poi ci sono le Mitrallettes. Che in effetti portano Bruxelles ad un leggero vantaggio.

Cosa sono? Beh, vi saluto con una simpatica ed esplicativa immagine!

Au revoir.