Gli ultimi giorni sono stati alquanto pieni ed emozionanti, sotto vari punti di vista e non sempre positivamente.
Ma andiamo con ordine!
Tre giorni fa abbiamo avuto la possibilità di assaggiare un'altra delle delizie del luogo, ma stavolta era qualcosa di un po' meno fast-food style fortunatamente. Si trattava per la precisione di due mini quiches: delle piccole tortine salate, tipiche della cucina francese, che qui si possono acquistare praticamente ovunque.
Conviti dal prezzo basso e dall'aspetto invitante le abbiamo acquistate e portate a casa, per poi renderci conto che per cucinarle avremmo dovuto affrontare il nostro forno.
Ora, dovete sapere che il forno del nostro piccolo appartamento non è esattamente l'ultimo ritrovato della tecnologia, anzi. Non solo è uno di quei vecchi macinini a gas, che già di per sè inquietano, ma era anche l'unica parte della casa che non ci eravamo messi a pulire (per non dire sgrassare con l'acido) al nostro arrivo.
Inizialmente riluttanti, abbiamo poi deciso di fronteggiare il minaccioso forno e dopo avergli dato una bella pulita, abbiamo infornato le tortine. E devo dire che abbiamo fatto bene!
Il forno non è esploso e le quiches si sono cotte alla perfezione!
Ottima cena!
Passiamo ora alla seconda avventura, stavolta riguardante soltanto me.
Due giorni fa sono stata contattata da un'agenzia di Bruxelles che si occupa di trovare impiegati con CV multilingue per altre aziende del luogo. Un paio di mail sono bastate per sapere che il loro ufficio era a 1,7km a piedi da casa mia e nel giro di 40 minuti ero già vestita e profumata, direzione colloquio.
Il primo incontro in realtà è stato alquanto tranquillo e poco impegnativo, quattro chiacchiere in inglese con una delle cape dell'azienda, per poi fissare un secondo appuntamento per il giorno seguente (ovvero ieri) durante il quale vagliare con più attenzione i miei interessi e le mie capacità.
E da lì è iniziata la corsa allo shopping.
Essendo partita con una valigia piena di vestiti pesanti (che in realtà non ho mai usato visto che il clima è ottimo) non potevo portarmi appresso una grade quantità di "indumenti da lavoro", intesi come camice, pantaloni eleganti et similia. Per fortuna uno paio di pantaloni buoni li avevo, ma le due camice che mi ero portata erano entrambe da lavare.
Consiglio spassionato: non illudetevi mai di poter compare una qualsivoglia cosa su Avenue Louise a meno che non siate pronti a dargli un rene (se non due) in cambio.
Fortuna che il sacro H&M è sempre dietro l'angolo per salvarci la vita.
Risolto il problema camicia, ieri sono andata per il secondo colloquio, durato in totale circa 2 ore e mezza, compreso di 40 minuti di chiacchiere su TUTTE le mie esperienze di studio e lavoro, sulla mia permanenza in Giappone, sulla mia passione per il Go e molto altro, seguite poi da un test di inglese (passato con il 95%) e uno di italiano (100% ovviamente, ma credo dovessero farlo comunque di routine), più Word, Excel e PowerPoint (ringraziamo infinitamente d'aver fatto la Patente Europea del computer, sennò in effetti un paio di cosine mi avrebbero lasciata spiazzata).
In conclusione: andato tutto alla perfezione e il mio CV nei prossimi giorni sarà inviato a tutte le aziende che potrebbero aver bisogno di una figura professionale come la mia, nella speranza che abbiano bisogno di nuovo personale per i prossimi mesi.
E dopo queste due belle storielle, arriva la batosta non affatto simpatica.
Il fattaccio è avvenuto ieri sera, mentre io e Andrea rincasavamo dopo un lungo pomeriggio trascorso in Place Lux per l'evento mondano più popolato della settimana: l'aperitivo del giovedì.
A quanto pare, dato che al Parlamento Europeo il venerdì si lavora solo metà giornata, tutti i collaboratori, assistenti, impiegati, e chi più ne ha più ne metta, che finiscono il loro turno il giovedì pomeriggio (e alcuni lo finiscono prima apposta), si riversano davanti ai vari pub e locali della piazza per festeggiare il -quasi- inizio del week-end.
Lo spettacolo è alquanto spiazzante: centinaia e centinaia di uomini e donne, tutto alquanto eleganti, occupano la piazza ora dopo ora, tanto che spesso la polizia deve intervenire e chiudere la rotonda di Place Lux al traffico, perché le macchine non possono più circolare in quella infinita mandria di incravattati.
Ma tralasciando i festeggiamenti parlamentari e tornando a noi: salutati i colleghi di Andrea ci siamo incamminati verso casa e, non avendo molta voglia di cucinare, ci siamo fermati da Domino's Pizza. Tutto procedeva per il meglio, finché, salite le scale dell'appartamento, non ci siamo trovati davanti alla porta di casa un gigantesco ratto.
E non esagero con il gigantesco. Io sono abituata ai simpatici topolini di campagna che ci sono da me, che anche quando te li trovi in salotto ti fanno quasi un po' di tenerezza, prima che l'unico gatto sveglio che hai li acchiappi e se li porti fuori casa festoso.
Questo era proprio grosso.
Dopo un paio di secondi di perplessità (e un certo schifo), non potendo superare la bestia per ripararci in casa, siamo scesi al pian terreno (sì, il topo si era salito due piani di scale) e abbiamo chiamato il custode, che è uscito in mutande e ci ha rassicurato dicendo che l'indomani avrebbe piazzato veleno in giro per tutto l'edificio.
Sì, ok, bella storia, ma noi ancora non potevamo aggirare il ratto sulle scale.
Per fortuna a quel punto il custode e un altro signore suo amico che abita al primo piano si sono armati di scopa e hanno seccato l'animale con due colpi ben assestati, per poi portarlo fuori gocciolante sangue.
Non uno bello spettacolo, decisamente. Povera bestia, non è stata una bella fine, ma non c'erano effettivamente molte altre soluzione.
O lui o la nostra pizza fumante che rischiava di raffreddarsi.
Ora la questione che si pone è: quanti altri ce ne saranno? Speriamo nessuno, anche se purtroppo avevamo sentito dire che i topi a Bruxelles sono di casa, soprattutto in edifici vecchiotti come il nostro, ma io speravo di trovarli solo per strada e di dimensioni minori.
Il vantaggio del loro essere giganti è che non passano in nessun modo sotto la porta.
A meno che non abbiano strani poteri speciali.
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