Prima di tutto, chiedo scusa a tutti coloro che leggono questo blog per la lunga attesa. Purtroppo le ultime due settimane sono state molto piene e non ho avuto tempo di scrivere, sebbene di cose da raccontare ce ne siano state abbastanza.
Non starò qui a farvi l'elenco di quello che vi siete pesi, diciamo solo che abbiamo avuto modo di goderci le ultime giornate di sole gironzolando per la città, prima che ripiombasse su di noi un clima semi-invernale, che a questo punto suppongo sia il classico clima bruxellese.
Abbiamo visto qualche altro bel pub tipico, assaggiato il famoso assenzio del Floris (uno dei più famosi locali di Bruxelles), visto un angolo di Giappone e Cina visitando il Museo dell'Estremo Oriente, e abbiamo conosciuto angoli nascosti e piacevoli della città che ancora non avevamo scoperto.
Dal punto di vista culinario, abbiamo finalmente potuto assaggiare dei bei waffle seriamente ricoperti di panna, frutta e cioccolato (con non poche difficoltà nel finirli), dopo aver provato la piacevole esperienza di un pranzo presso A La Morte Subite, una delle brasserie più famose della città, nonché pluri-raccomandata dalla guida Lonely Planet e dai miei cari suggeritori Vincenzo e Fulvio! (per questo delizioso pranzo e per i waffle, si ringraziano di cuore i miei zii Sylvie e Rodolfo ed il loro gentilissimi amici Letizia e Barbaro che si sono fatti carico della nostra golosità, accompagnando il tutto con una piacevole chiacchierata!)
Bene, direi che il riassunto è più che sufficiente.
Vorrei invece portare alla vostra attenzione alcune conclusioni riguardanti i belgi e il loro stile di vita alle quali sono giunta in questo primo mese a Bruxelles.
Ecco un approssimativo elenco delle principali deduzioni (in ordine sparso):
•I belgi sanno il fatto loro quando si tratta di panini. Per dirla tutta in realtà, sembrano nutrirsi quasi-esclusivamente di essi: a pranzo, cena, merenda, colazione e via dicendo. Facendo un giro per le strade di Bruxelles vedrete gente che mangia panini di ogni forma e dimensione a tutte le ore del giorno. Panini fatti in casa, panini da fast-food, panini di baguette e di pane integrale... non c'è limite alla varietà. Più comuni sono quelli che trasudano salse o talmente pieni di patatine fritte (sì, pieni di patatine fritte) da non essere facilmente addentabili.
•I belgi guadagnano molto bene. Conclusione facilmente raggiungibile (e confermata da abitanti della città) dopo un paio di spese al supermercato. Tutto, e in particolare il cibo, costa parecchio e le quantità non sono spesso in buona proporzione al denaro speso. Prima fra tutte la carne, venduta in pochissimi tagli (hamburger, salsicce, spiedini da barbecue e bistecche, quasi nient'altro) e vertiginosamente cara, se non ci si vuole ridurre a comprarla nei discount, rischiando l'ospedalizzazione.
•I belgi sono musicisti nati. Ma non di quelli scontati, main-stream e hipster che vanno tanto di moda ora, i belgi esprimono il loro più intimo ed artistico estro musicale suonando il clacson. Sempre, comunque e con ritmi talvolta sorprendenti. Il suonatore di clacson belga si distingue dal rumoroso tifoso romanista (o di qualsiasi altra squadra di calcio italiana) per una sottile differenza: se la prende solo con le altre macchine. Per i pedoni si fermano all'istante. Anche se potete vedere perfettamente la moglie del guidatore in procinto di partorire sul sedile posteriore, lui si fermerà e vi lascerà passare con un sorriso e un simpatico gesto della mano. Ma se per caso l'auto davanti a lui si dovesse trovare a rallentare per un qualsivoglia motivo (che non sia lasciar passare un pedone), l'apocalisse cadrà su di lui senza pietà.
--Sotto sezione: il talento più spiccato per la musica lo hanno i conducenti delle auto della polizia. Non so se sia una cosa che insegnano agli aspiranti poliziotti o una vocazione improvvisa che giunge loro non appena toccano il volante della volante (non potevo resistere), sta di fatto che il risultato è fenomenale. Ma anche qui la sirena non viene accesa senza criterio, in un'assordante eco incontrollata, bensì solo e soltanto in queste situazioni: 15 metri prima dei semafori, per far levare le altre auto di mezzo e avvertire che si sta per passare con il rosso, 15 metri prima di una curva, per avvertire chi arriva di non sconfinare nella corsia opposta, o ancora 15 metri prima di una curva su una strada a senso unico, che ovviamente la volante sta imboccando in senso vietato, avvisando ancora di più chi arriva dall'altra parte di farsi un po' più in là. Talvolta la sirena viene accesa in un semplice rettilineo, senza un motivo apparente, mentre l'auto della polizia sfreccia indisturbata, quasi a rassicurare gli abitanti che c'è qualcuno che veglia su di loro. In ogni caso però, non rimarrà mai accesa per più di 3 secondi. MAI. Casomai la si riaccende 50 metri dopo, ma mai più di 3 secondi, potrebbe rovinarne l'armonia.
•I belgi non conoscono il significato della parola "aperitivo" (ma amano farne grande uso). O per lo meno la usano in maniera alquanto eccentrica. Da bravi italiani, tutti voi al sentire questa parola sarete portati ad immaginare un piccolo calice di una bevanda colorata, di variabile gradazione alcolica, accompagnata da qualche stuzzichino (definizione che di solito ingloba tutto dalla tazzina di arachidi al buffet a volontà). Come suggerisce il dizionario Treccani, l'aperitivo è di solito un "qualcosa", spesso identificabile con una bevanda, che mette in moto il processo di digestione, o talvolta lo conclude facilitandolo. In Belgio, e in particolare a Bruxelles, se vi sentirete mai rivolgere le parole "Andiamo a prenderci un'aperitivo?", vi si sta effettivamente invitando a questo: recarsi intorno alle 4 di pomeriggio (o alle 6 se il vostro anfitrione è un tipo chic) al primo pub / locale / ristorante nelle vicinanze (o al più lontano, preferibilmente in centro, se il vostro anfitrione è sempre un tipo chic), per ordinare birra (o più esattamente fiumi di birra) da consumare all'incirca fino alle 10 di sera, rigorosamente a stomaco vuoto e senza la possibilità di accompagnarla con alcun tipo di cibo che non sia qualche cetriolino sottolio o una bruschetta (no, non le nostre bruschette al pomodoro, un semplice dischetto di massimo 2 cm di diametro con del burro o paté sopra). Se siete molto fortunati potrete avere il piacere di fare tutto ciò seduti, altrimenti dovrete godere le vostre birre in piedi, probabilmente circondati da una massa informe di altre decine, se non centinaia, di persone. Ovviamente la funzione di "apertura" del pranzo è del tutto ignorata, in quanto nel 90% dei casi la consumazione alcolica non sarà seguita da alcuna cena, a meno che non vogliate deliziare il vostro già provato fegato, con una bella porzione di patatine doppiamente fritte o con un kebab (il tutto intorno alle 11 - 12 di sera).
Direi che come prima infornata è sufficiente, sennò questo post finirà per diventare più lungo di tutto il resto del blog. Ma non temete, ce ne saranno altri!
Prossimamente: i belgi e l'inglese.
Ci tengo a specificare che tutte queste mie definizioni sono assolutamente ironiche e che il popolo belga, per quanto particolare possa apparire talvolta, è ospitale e cordiale, e la mia esperienza di vita qui è decisamente positiva! Insomma... tutto in simpatia! ;)